Chi ci Separerà – Settimana della preghiera, testimonianza gruppo della CARITÀ
aprile 29, 2020
Chi ci Separerà – Settimana della preghiera, testimonianza gruppo GIOVANI
aprile 29, 2020

Chi ci Separerà – Settimana della preghiera, testimonianza gruppo CATECHISMO

Quando è apparso chiaro che l’emergenza coronavirus avrebbe costretto tutti e per parecchio tempo a rimanere a casa noi catechiste della parrocchia ci siamo poste il problema di come evitare di interrompere l’esperienza di catechesi già avviata da alcuni mesi con i nostri ragazzi. Ne abbiamo parlato tra noi e con don Carmelo e don Privat ed abbiamo individuato alcune modalità attraverso computer e telefonino, con il sostegno determinante dei genitori. Riportiamo di seguito solo alcune riflessioni dopo quasi due mesi di esperienza, ma di seguito potrete scaricare l’intero documento con tutte le riflessioni pervenute. 


TESTIMONIANZE INTEGRALI delle CATECHISTE

Alla fine di febbraio il nostro parroco ci ha chiesto di continuare il catechismo, nonostante l’interruzione degli incontri a causa dell’epidemia, pensando a un modo per rendersi presenti ai bambini. Sia i bambini che i genitori all’iniziativa di continuare il catechismo tramite Whatsapp sono stati entusiasti. In questo momento difficile , pieno di ansie, di paure e restrizioni, i bambini facendo catechismo se pur a distanza mostrano più interesse e più voglia di conoscere Gesù rispetto a prima. Siamo grate a Dio di poter continuare a far conoscere loro l’amore immenso che Gesù ha per noi e che con Lui tutto può essere superato. L’esperienza che noi stiamo facendo è bellissima, sperimentiamo infatti in modo nuovo la bellezza del nostro incontro con il Signore attraverso i bambini e il nostro sì a Dio. Molto positivo anche il riscontro dei genitori che a casa aiutano i figli con il catechismo e dicono che è un’occasione per loro stessi, e per il rapporto con i loro figli.
Barbara e Lorenza

È difficile spiegare brevemente come vivo questo tempo di prova. Si tempo di prova come la preghiera del ns Arcivescovo che recito ogni giorno per affidarmi e fidarmi dell’aiuto del Signore e della Vergine Maria. Esperienza durissima,per giorni ho pianto per i tanti morti di coronavirus comunicati dalle tv e poi privata degli affetti a me cari,dei luoghi come la mia amata parrocchia, dei bambini,amici,colleghi e poi nel silenzio spettrale delle strade,l’assenza dei profumi dei colori. Tutto troppo triste. Indescrivibile. Eppure in tutto qs vuoto la presenza del Signore e dello S.Santo non mi hanno lasciato neanche un secondo. Mai!!! Certo mi stanno aiutando le prediche dei ns sacerdoti, la presenza meravigliosa di Papa Francesco,messe varie e il S Rosario da Lourdes che non recitavo ogni giorno. La vicinanza con le altre catechiste tramite chat…tutto mi fa sentire veramente in comunione con gli altri, anche con chi è lontanissimo da me e per assurdo più di quando mi trovavo a pregare in parrocchia perché distratta da tante cose. Spero quando torneremo a gioire nuovamente di apprezzare ancora di più il dono della vita che ho ricevuto e dedicare più tempo alle persone che amo. Il futuro mi spaventa molto ma il Signore avrà cura di noi.
Maria Pia Brucato

“La situazione è occasione.” La mia riflessione è nata da questa frase di San Paolo. Mai come in questo momento così particolare, legato all’emergenza del Covid 19, potremmo capire la bellezza e la verità di questa espressione. Quello che stiamo vivendo sicuramente ci fa preoccupare ma nello stesso tempo ci dà l’occasione di crescere nella fede. Il non poter celebrare l’Eucaristia in modo comunitario e l’impossibilità di riunirci per vivere i momenti della comunità, compreso l’atteso momento settimanale del catechismo, non devono essere vissuti come rinuncia ma come l’invito del Signore a riscoprire e recuperare una dimensione della fede più familiare ed intima. Quindi questo ci permette di capire che il Signore non è scomparso, anzi è presente più di prima, ma in altri modi. Questa “prigionia” ha dato l’occasione alle famiglie, comprese quelle dei nostri cari bambini, di diventare Chiesa. È in virtù di questo e facendomi guidare dallo spirito Santo ho cercato di far sentire la mia presenza, anche se da lontano, ai bambini che seguono il percorso di catechesi. Quindi ho trasformato, o cerco di trasformare, questa situazione difficile in occasione di crescita nella fede e di testimonianza della presenza di Cristo nella nostra vita
Giuseppina D’Ippolito

In questo momento così difficile che ognuno di noi sta vivendo,siamo stati costretti con i bambini del nostro gruppo di catechismo a trovare un metodo alternativo che ci permettesse di continuare il percorso già iniziato. Si é deciso di usare Whatsapp. Sin dalla prima esperienza abbiamo potuto constatare che sia i bambini che i genitori hanno partecipato con entusiasmo e gradito il momento di condivisione della catechesi. Prendendo spunto dal Vangelo di volta in volta trattato,i bambini sono stati sollecitati a produrre disegni, pensieri e interventi sul tema.Si è riscontrato il desiderio di incontrarci anche se “virtualmente ” settimana dopo settimana, però manca tanto sia a noi che a loro il non poterci e non potersi vedere come prima. Continuiamo a trasmettere quanto grande sia l’amore di Gesù per ognuno di noi e anche se a distanza,le famiglie, i bambini e noi ci ritroviamo vicini. Per tutto questo ringraziamo ora e sempre il primo e unico Maestro Gesù Cristo che non ci abbandona ma ci illumina, ci guida, ci accompagna in ogni momento con la Sua Parola.
Cetty Sacco

Il questo periodo di allarme covid-19 il Papa invita tutti a recitare il rosario in famiglia simbolicamente uniti da una stessa motivazione con il mondo. Da qualche mese fitte tenebre si sono addensate sulle nostre piazze, strade e città impadronendosi delle nostre vite; in una silenzio assordante ci siamo ritrovati impauriti e smarriti presi alla sprovvista da un male paragonabile ad una tempesta inaspettata e furiosa che ha coinvolto tutta l’umanità. Il rimanere a casa come senso di dovere comunitario ci permette di riscoprire i valori della famiglia e l’opportunità di stare insieme nonché il potere riflettere che tante cose risultano superflue e che la vera gioia sta nel vivere l’essenziale nella spiritualità e nella condivisione dei bisogni altrui. La difficoltà di questo momento lascia scoperte tutte le nostre “false sicurezze” e la tempesta fa emergere la nostra vulnerabilità lasciando da parte quelle sicurezze che regolavano le nostre vite.
Pensiamo alla solitudine dei singoli individui, a chi sta vivendo situazioni di grave disagio economico, a chi è stato costretto a chiudere l’attività lasciando senza lavoro tanti padri di famiglia.
persone comuni che fanno parte delle nostre vite oggi stanno scrivendo gli avvenimenti della nostra storia: medici, infermieri, volontari, forze dell’ordine, sacerdoti, religiose e tanti altri hanno capito che nessuno si salva da solo; uscendo dalla loro normalità, con il loro forte senso del dovere, hanno donato la loro vita e sono diventati degli eroi e degli angeli lasciando l’umanità attonita ed allo stesso tempo addolorata.
La Quaresima per noi cristiani è l’attraversamento del deserto ma dobbiamo dimenticare che la meta è la luce pasquale di Gesù il Risorto, il Vivente oggi è sempre ed in questi giorni difficili è vicino e conforta i suoi fedeli.
Anna Cirrincione

Questo periodo pieno di silenzio,bombardato dalla frase :”io resto a casa’ ci fa sentire inutili però nello stesso tempo ci ha dato modo di riflettere a lungo costretti a fermarci . Abbiamo scoperto che tutto quello che facevano come gesti scontati ora ci sembrano un lontano passato. La sofferenza di non poter ricevere i Sacramenti ,di stare lontano dal gruppo dei bambini del catechismo ,ci ha dato modo di riflettere e forse anche ci sta cambiando. In ogni caso ogni incontro fa scoprire come in realtà Dio ci chiama a testimoniare la sua presenza. Inoltre facendo catechismo a distanza e tutto si svolge tramite i cellulari delle mamme ho avuto la sensazione che questa catechesi la vivono in prima persona come se le parole dette arrivino ai loro cuori prima dei loro figli. Chi sa se tutto è un bene che non avremmo potuto prevedere. Credo che in questo periodo così difficile e triste dovremmo fare tesoro della frase di E.Stein.”Più si fa buio attorno a noi più dobbiamo aprire il cuore alla luce che viene dall’alto.”
Teresa Giuntini


TESTIMONIANZE INTEGRALI dei GENITORI del CATECHISMO

Testimonianza audio di una mamma del catechismo 

Cogliamo questa opportunità per riflettere sui veri valori che stiamo rivalutando in modo più intenso… più profondo. Teniamo a sottolineare che il nostro percorso intimo con Gesù e lo Spirito Santo non si è mai interrotto, ma anzi rafforzato perché ne abbiamo tratto conforto in un momento di grande dolore per la nostra famiglia… di cui voi sapete. Lo stare a casa, l’isolamento e la condizione di privazione delle nostre consuete abitudini quotidiane e delle quali forse davamo troppe cose per scontato è diventato una opportunità per sentirci più vicini come famiglia e come figli di Dio che non ci ha mai abbandonato e al quale rivolgiamo le nostre preghiere. Il momento è difficile ed è proprio in questi momenti che il Signore ci esorta a dare il meglio di noi… Soprattutto noi genitori che abbiamo il dovere di portare armonia ed equilibrio nelle nostre case e per i nostri figli che appaiono spesso disorientati e spariti.Quando tutto questo finirà proviamo a mantenere tutto ciò che di buono ne possiamo ricavare.
Alessia

Ci ritroviamo a vivere un periodo che nemmeno nei nostri peggiori incubi avremmo immaginato. Un periodo brutto dal quale però dobbiamo cogliere i richiami che fino ad ora non abbiamo ascoltato e che ci portano a riflettere. Ci siamo risvegliati dal nostro delirio di onnipotenza; come ha detto il Santo Padre: “pensavamo di rimanere sani in un mondo malato” .Ma come ci hanno insegnato la morte e la Risurrezione di Cristo, dai momenti brutti possono nascere delle cose meravigliose. Ci viene offerta la possibilità di riflettere sulla nostra vita individuale e familiare, di riscoprire cose che avevamo dimenticato essere normali, come per esempio pranzare tutti insieme in giorni diversi dal sabato o dalla domenica, leggere un libro, giocare o cucinare con i nostri figli, guardare un film, leggere in famiglia una pagina del Vangelo, pregare tutti insieme. Certo, il periodo è difficile, ci troviamo a dover spiegare ai nostri figli il perché delle nostre paure e delle nostre angosce, cercando di mantenere la loro serenità e tranquillità, certi che alla fine il Signore, così come ha fatto con i discepoli, non ci abbandonerà in balia della tempesta… e ovviamente, carissime Enza e Lucia, grazie per tutto l’impegno che state mettendo, anche in questo periodo, per la crescita spirituale dei nostri bambini!
Antonio e Viviana, papà e mamma di Gianluca Catanese

Ciao Enza, io sono molto impegnata con la scuola e non potrò collegarmi. Sto vivendo questa quarantena con la fede che ho sempre avuto, leggo molto di più la Bibbia insieme a Chiara, oltre alle letture del Vangelo. Abbiamo recitato il rosario, diciamo le preghiere ogni sera, come sempre. Ma soprattutto chiedo al Signore di darci la forza ogni giorno per affrontare nel modo migliore le giornate e nella speranza che si ritorni alla vita normale e non ci siano più morti
Anna Maria, mamma di Chiara Buconte

Esperienza positiva per noi genitori che possiamo assistere i nostri figli nel loro percorso, unica cosa negativa è che per ora tra video lezioni, corsi di musica on line, compiti lasciati a raffica dalla scuola diventa un po’ difficile conciliare tutto. Buona serata
Mamma di Gabriele Bonura

Esperienza assolutamente positiva! Un momento sempre atteso ogni mercoledì! Grazie di cuore per la vostra disponibilità e il vostro tempo
Mamma di Samuele Siragusa

Si dice che Dio scriva dritto anche sulle righe storte. E in quest’ ultimo periodo di righe storte ce ne sono molte.. morte, malattia, disagi. La migliore cura e’ l’amore e la gioia che Gesù riversa nei nostri cuori. Soprattutto in questo periodo ognuno di noi forse si sta riscoprendo un po’ come Tommaso che ha bisogno del suo incontro personale con Gesù. In questi giorni molti sono gli spunti per pregare e per ringraziare, perché siamo in salute, perché siamo insieme alla nostra famiglia e perché stiamo imparando ad apprezzare meglio la quotidianità più semplice e meno frenetica del solito.  Che non manchino mai, nella vita di grandi e piccoli, spunti per pregare.
Ringraziamo Gesù in tutti i momenti in cui ci fa assaporare la gioia in famiglia e se
arriva la burrasca, chiediamogli di intervenire.
In questi giorni mi e’ venuta tra le mani proprio questo frase ” Non bisogna distaccare la preghiera dalla propria quotidianità, ma vivere la preghiera insieme alle persone che hai accanto, allora la preghiera non sarà un pretesto per fuggire i problemi ma per affrontarli con più coraggio insieme a Gesù”.
Roberta mamma di Federico Fattouch

La mia esperienza per quanto riguarda questo periodo pensando a come sta proseguendo il percorso di catechesi è molto positivo! Siete riuscite a stare vicino ai nostri bambini con amore e dolcezza nonostante il tempo di confusione che stiamo vivendo. Noi genitori siamo bombardati da gruppi e compiti di ogni genere. Ma la vostra presenza è stata gentile, grazie per lo sforzo fatto e per il tempo dedicato, il mio personale parere.
Mamma di Beatrice

Ogni mezzo utilizzabile per far stare i bimbi vicino alla fede e alla chiesa serve un qst memento di crisi a dare conforto a loro e alla famiglia. Attraverso la vostra presenza è come essere in una grande parrocchia virtuale a vivere la comunità cristiana con lo spirito di Cristo. Perciò grazie
Mamma di Gabriele Pollicino

Siete state sempre vicine ai bambini e a noi genitori con molto affetto e con tanta delicatezza e discrezione..di questo vi ringraziamo davvero tanto e continuiamo ad esservi grati di tutto 
Mamma di Alessandro e Antonio Rizzo

Carissima Enza, intanto ringraziamo te e Lucia per il Vs. continuo impegno messo per far continuare i nostri bimbi in questo fantastico cammino verso Gesù. Certo credo che il periodo non è stato e non è facile per nessuno in special modo per i bambini considerando che sono dentro da quasi due mesi. Che dire, questo periodo per noi ha rafforzato con l’aiuto del Signore ancora di più la nostra famiglia, i nostri rapporti sia familiari che quelli delle amicizie più care tramite videochiamate, telefonate etc…… Abbiamo riflettuto meglio e apprezzato tutto quello che abbiamo e che ci circonda e che naturalmente è tutto merito del Signore e dei nostri sacrifici. Non che prima non lo sapevamo ma purtroppo nella quotidianità frenetica non ci fermiamo spesso a riflettere e a ringraziare abbastanza per tutto ciò. Questo momento invece personalmente ci ha sempre di più avvicinati al Signore e ci ha fatto apprezzare ancor di più tutto quello che abbiamo. Stiamo riscoprendo cose che magari prima davamo per scontate. Certo ci mancano tanto gli abbracci e i baci con le persone care alle quali vogliamo bene. Spero allo stesso tempo che quando finirà tutto questo, molte persone riflettano sui loro comportamenti e cambino se non totalmente ma almeno un po’. Non vediamo l’ora di tornare alla vita normale più consapevoli e ancor di più vicini agli affetti che ci circondano e alla bellezza della vita che purtroppo altri non hanno più a causa di questo assurdo virus. Ma con l’amore di Gesù riusciremo a superare anche questo. Un pensiero va a tutti i parenti delle persone scomparse e un ringraziamento speciale a tutti i medici, al personale sanitario, alla protezione civile e a tutte quelle persone che ogni giorno mettono a repentaglio la loro vita per aiutare gli altri.
Floriana la mamma di Alice Di Vita.

In questo momento storico le famiglie sono state messe a dura prova.
Gli adulti, i più fortunati, abbiamo continuato a lavorare, seppur con modalità differenti e non sempre semplici da portare avanti.  I bambini (anche in questo caso, solo i più fortunati) hanno avuto possibilità di seguire lezioni on line e continuare, con tutti i limiti del caso, la frequenza scolastica.
I ragazzi sono stati privati di tante cose fondamentali per la loro crescita: la scuola, i compagni, le maestre, gli amici, i nonni, lo sport, il catechismo, la messa domenicale, la passeggiata al mare o in montagna… a ciò si è aggiunto lo stato di incertezza e di paura, le mascherine e i guanti, il telegiornale e la conta quotidiana dei contagi e dei decessi… non è un periodo facile per loro, non è un periodo facile neanche per gli adulti chiamati ad aggiungere, ai loro compiti di genitori, educatori e lavoratori, anche quelli di insegnanti, esperti informatici, maestri del doposcuola (moltissimi bambini hanno pian piano perso l’autonomia didattica che a fatica era stata raggiunta), catechisti e psicologi.  Il lock down rende pigri, abulici; tutto quello che prima si faceva con allegria e impegno, adesso è diventato un macigno difficile da spingere.
Crediamo che sia opportuno dare ai ragazzi e alle famiglie la possibilità di vivere questo periodo in pienezza, senza riempirlo di altro; perché è un periodo già carico di orizzonti di senso verso i quali guardare.
Dio ci darà opportunità e tempo (e non è questo il tempo…) di riprendere pienamente il nostro cammino d’amore e di fede, quell’amore e quella fede che sono anima della chiesa e sostengono la carità e la chiamata alla libertà di ogni uomo.  Continuiamo, intanto, la nostra testimonianza di fede familiare, per come ciascuna famiglia può fare, con la sensibilità e la fede di ciascuno: l’ascolto della Parola e la riflessione, il confronto e le domande, tenendo lo sguardo fisso al Crocifisso, quel Crocifisso che, muto e solo nella realtà della morte, possiamo oggi ritrovare e incontrare nel volto e nella dolorosa solitudine delle vittime della pandemia, nel volto dei medici e degli operatori sanitari, nel volto dei volontari e di quanti stanno vivendo questo periodo nel dolore, nella perdita del lavoro, nelle difficoltà familiari.
Quel Crocifisso, che oggi ci appare solo e muto, ci darà, quando giungerà il tempo stabilito da Dio, tutte le risposte che al momento riusciamo solamente ad intravedere e che ci sembrano, comunque, illogiche e incomprensibili.
Restiamo, dunque, in attesa che passi questo lungo Sabato Santo, che passi questo tempo di silenzio, di smarrimento, tempo di digiuno anche dai sacramenti, tempo di tristezza in cui ci sembra che lo Sposo ci sia stato tolto… un tempo che dobbiamo misurare non con le categorie e le misure umane ma con quelle di Dio, il nostro Dio che conta mille anni come se fossero il giorno di ieri appena trascorso, come un turno di veglia nella notte.
Il Sabato Santo non sarà l’ultima parola ma sarà come quella pietra che, rotolata via dal sepolcro, ci condurrà alla luce piena e folgorante della mattina di Pasqua!
Valerio e Lia (genitori di Elena Castiglia)

Tutto accade per una ragione. E dopo attimi di terrore, di ansia, sì, di dolore, ho capito che, anche questa volta, Dio ci stava parlando. Ringrazio il Cielo perché, nonostante sia io che mio marito siamo in cassa integrazione, posso dire che siamo fortunati. Non facevamo che correre. Sempre di fretta, tutto di fretta. E la sera stremata, senza forze, quasi senza entusiasmi. E poi… poi ecco che Dio “ci schiaffeggia “. Sì, ci richiama. E ci fa fermare. In tutti i sensi. E anche qui non posso che ringraziarLo. Mi ha fatto capire che non ho bisogno di correre. Di fare tutto e magari anche superficialmente. Ed allora la cassa integrazione è l’occasione che non avevo da anni. VIVERE come si deve i miei figli, la mia famiglia. Coccolarlo di piú, preparare io il loro piatto preferito, studiare insieme, guardare quella sit com tutti insieme, stare a tavola a parlare di più, senza fretta. E non so se presto ma da questo incubo ne usciremo. E ne usciremo più forti, migliori. Perché non dimenticheremo. Perché, anche stavolta, la Sua lezione è cambiamento.
Cetty Carollo, mamma di Giulio Valenti

Le prime notizie sul contagio da coronavirus sembravano così lontane da noi e poi in pochissimo tempo la situazione è cambiata e ci riguardava sempre più da vicino sino alla chiusura delle scuole e di tante attività, cosa che ci ha fatto entrare in questa situazione abbastanza insolita. I ragazzi hanno preso quasi con entusiasmo la chiusura delle scuole e il fatto che io sarei rimasto a casa a lavorare in smart working ma a poco a poco la consapevolezza delle conseguenze di questi contagi e della sofferenza di tante persone ha fatto cambiare completamente il nostro punto di vista. Da una iniziale condizione di difficoltà dovuta alla convivenza continuativa e alla necessità di riorganizzare la vita quotidiana siamo passati automaticamente a uno stato di complicità e condivisione di tutto…degli spazi, del tempo, degli impegni, delle responsabilità. Così ho cominciato a vedere cose “strane” in famiglia: Francesco e Tommaso, solitamente cane e gatto, giocare e fare ginnastica assieme, Francesco cucinare, Tommaso farsi più piccolo per giocare con Walter…e Walter preoccuparsi per me quando sono stato un po’ stanco…insomma un cerchio che si è chiuso dal più piccolo al più grande! E poi…abbiamo fatto tante cose assieme: iniziato la costruzione di una piccola palestra, montato un canestro nuovo e quindi sfide a chi fa più centri, partite interminabili a ping pong, video divertenti, le pizze tutti assieme, tagliato i capelli l’uno all’altro, ripreso la lettura di libri la sera prima di andare a letto e soprattutto dialogato tanto…davvero tanto. E fuori da casa non sono state le distanze fisiche a limitare la nostra possibilità di restare in contatto con il mondo. Per fortuna ci sono le video chiamate e tutti gli strumenti che abbiamo imparato a usare meglio e di più….così più lontani ma più vicini con tutti. Per la scuola le insegnanti hanno fatto di tutto, davvero un gran lavoro, per coinvolgere i ragazzi e questo ci ha consentito di non perdere continuità nello studio non solo come disciplina ma come valore. Francesco ha iniziato subito con le videolezioni mentre Tommaso e Walter inizieranno a breve. E un’esperienza che senza dubbio rappresenta cosa significhi stare vicino a qualcuno è stata quella del catechismo. Un altro momento importante per stare insieme a Walter con le catechiste che ci hanno seguito dal primo momento e coinvolto nella lettura dei Vangeli, nella preghiera, nel disegno e nelle
riflessioni sulla Parola di Dio che è servita in questo periodo difficile a riempire il nostro cuore di speranza. Ho sentito davvero le catechiste prenderci per mano e accompagnarci in questo percorso che non si è mai interrotto. Sono tanti i momenti di difficoltà nella vita e penso che per avere la forza di andare avanti bisogna semplicemente ricordarsi sempre del grande dono che ci ha dato Dio e di quante persone soffrono e stanno male più di noi. È questo lo spirito con il quale stiamo affrontando questo momento in famiglia…felici di quello che abbiamo, niente lamentele, preoccupati per chi sta o potrebbe stare male e con tanta speranza e voglia di poter riabbracciare presto i nostri amici e tutte le persone a cui vogliamo bene!
Il Papà di Walter


ALTRE TESTIMONIANZE

Messa del 21 aprile – testimonianza GRUPPO CATECHISMO

Messa del 22 aprile – testimonianza GRUPPO della CARITÀ

Messa del 23 aprile – testimonianza GRUPPI: MINISTRANTI / LETTORI / MINISTRI STRAORDINARI 

Messa del 24 aprile – testimonianza GRUPPO GIOVANI

Messa del 25 aprile – testimonianza GRUPPO CORO

Messa del 26 aprile – Si è svolta la PREGHIERA COMUNITARIA

 

condividi:
Share